Ho pazientemente atteso più di mezz’ora questa foto, e ci sono stati momenti in cui non credevo sarebbe arrivata l’onda giusta.
Però quando un appostamento lungo riesce a regalarti la scena che ti eri prefissato la soddisfazione è grande.
La distanza dalle due persone era di circa 70 metri che erano seduti sugli scogli a strapiombo sul mare ad un’altezza di circa 5 metri sul mare.
Uluru Tramonto Sunset Ayers Rock
Il giorno 26 marzo 2012 nel parco nazionale di Kata Tuja.
Uno spettacolo ancor più bello di quello dell’alba.
Uluru (Ayers Rock) alba in time lapse
27 marzo 2012, ore 4.30 locali (fuso orario strampalato di Darwin), suono la sveglia, auguri di buon compleanno a mia moglie (santa donna che non ha brontolato per la levataccia il giorno del suo compleanno) e di corsa check-out all’albergo, via in macchina verso Uluru. Alle 5.30 apre il parco per poter raggiungere il punto d’osservazione per l’alba. La levataccia si è resa necessaria per via del fatto che c’è un solo punto di osservazione per l’alba ed è condiviso con le comitive che arrivano con il bus. Quindi tanta gente. Soprattutto frotte di giapponesi.
Trovata la mia postazione strategica inizio a scattare alle 6.07 difendendo il treppiede contro gli attacchi di turisti che volevano proprio quel punto per scattare le foto. Alla fine sono soddisfatto del risultato.
Una nota curiosa, una signora giapponese, sulla cinquantina, capendo che la mia macchina fotografica scattava ogni 5 secondi, ha iniziato a fare lo stesso ma, senza treppiede, non oso immaginare cosa abbia portato a casa.
Lo spettacolo è magico, disturbato solo dai rumori di scatto delle macchine fotografiche, ma va visto di persona, c’è poco da fare. Ritengo che i colori che ho ottenuto siano tutto sommato fedeli. L’unica cosa è che le sfumature in rapido cambiamento e la sensazione della vista di persona non si possono catturare né descrivere.
Uno spettacolo meraviglioso.
Elefanti Marini
18/19 ottobre 2011 – Peninsula di Valdès, Patagonia, Argentina
Viaggiare in posti non fortemente industrializzati in cui la gente ha capito che la Natura è amica e fonte di reddito se valorizzata con il turismo, concede colpi d’occhio meravigliosi. In anni passati lasciavano che la gente si avvicinasse al punto di toccare questi stupendi animali, ma si sono accorti che poi spontaneamente le colonie cambiavano la loro abituale dimora estiva.

Quindi ora non è più possibile avvicinarsi così tanto ma a sufficienza per poter osservare la vita degli animali da vicino, non sentendo loro il pericolo dell’uomo in una zona in cui sono protetti da tanti anni.
E’ interessante notare che gli elefanti marini cercano un po’ di riservatezza e si allontanano dalla colonia per scopi riproduttivi.

Qualche decina di metri più a nord sulla costa c’era un’insenatura che offriva un po’ di riparo. Ma non abbastanza riparo a quanto sembra.

Procedendo poi per la penisola ci siamo imbattuti in un’altra colonia in una zona ancor più riparata dove generalmente non arriva molta gente perché situata in una proprietà privata di una fazenda. Per fare delle foto sono entrato in un fondo privato e la proprietaria mi ha subito detto che lì poi dovevo tornare a pranzo perché era proprietà privata e l’accesso era solo consentito ai clienti del ristorante. Dopo quattro ore mi sono presentato per il pranzo, la proprietaria che la mattina era così scontrosa, mi ha detto che non si aspettava il nostro ritorno e che quindi ci faceva andare con una loro gita organizzata a questa colonia.

Ne è valsa la pena nonostante il pranzo non fosse dei migliori. Infatti la colonia di elefanti marini era accessibile ancor più da vicino e non sembravano nemmeno essere disturbati dalla nostra presenza.
La natura riserva bellissimi spettacoli ma ha le sue regole, sopravvive il più adatto e chi non sopravvive diventa cibo.

La colonia è composta da un maschio dominante che si tiene sempre ai margini della stessa per controllare quello che succede e da alcune femmine con il cucciolo.

Bisogna anche saper fare promozione nella colonia!

Ogni tanto però bisogna anche controllare cosa succede all’interno della propria colonia anche se le femmine sembrano gradire poco questi “controlli”.

Alla fine però forse è meglio stendersi al sole.

Forse questo maschio non è quello dominante della colonia e si tiene sufficientemente lontano da non essere cacciato e sufficientemente vicino in modo da, forse, poter approfittare di una distrazione del maschio dominante.

Devo proprio dirlo, un’esperienza magnifica. Una delle prime volte che mi devo fare forza e guardare anche non attraverso il pentaprisma della macchina fotografica.